DETTAGLIO ARTICOLO

Le interviste » intervista a Carola Onnis
14/06/2010
Articolo di: ligas.vale@live.it

Crastulo ha incontrato per voi Carola Onnis, giovane scrittrice emergente nata nel 93’.
Vive a Samassi dove frequenta il terzo anno di liceo scientifico presso la scuola di San Gavino. A tredici anni decide di raccogliere alcune sue brevi storielle scritte per gioco, da bambina, creandone un unico testo, un racconto a cornice che viene pubblicato attraverso la casa editrice La Riflessione nell’anno corrente.
Il suo primo libro dal titolo Angeli senza Ali racconta sei storie di sei vecchi compagni delle scuole superiori che si rincontrano dopo molto tempo.


2
Ciao Carola, ti ringraziamo per averci concesso quest’intervista. Partiamo con la prima domanda: a quale età hai iniziato a scrivere? A quali libri ti sei ispirata?
Ho iniziato alle elementari, scrivevo così per gioco con mia cugina, giocavamo ad essere le inviate di un giornale. Scrivevo delle notizie ironiche, immaginavo di fare delle interviste, scattavo anche delle foto dopo le attaccavo nel mio giornale. Avevo pure scritto degli atti, delle battute teatrali con dei personaggi, tutto inventato. Alle scuole medie, come compiti a casa, ci facevano elaborare dei raccontini e svilupparli con delle nostre storie inventate io ne approfittavo per scriverne molte. L’estate della terza media mi è venuto in mente di unire tutte le storie che scrivevo, un po’ come nel Decameron che mi ha sempre affascinato ogni volta che ne sentivo parlare durante le lezioni delle scuole medie. Mi piaceva si trattasse di un racconto a cornice, dunque mi è venuto in mente di inventare questa storia che parla di sei amici, ognuno con una sua personale, tutte storie legate con avvenimenti del passato di ogni personaggio. L’ambientazione è la Sardegna, terra che amo. All’interno di una storia ipotizzo in modo ironico come nel futuro si vivrebbe su Marte attraverso un anziano signore che spiega ai nipotini di come la sua famiglia sia giunta su Marte dalla terra.

 Il filo conduttore del libro è l’amicizia.
  Quali sono i tuoi libri preferiti? E quali preferivi da bambina?
Quando ero piccola più che altro guardavo le videocassette della Walt Disney, favole vere e proprie, mi piacevano quelle dei fratelli Grimm, ad esempio, che  avevano un lieto fine ed erano un po’ particolari. Diversamente, quelle di Andersen erano più reali e più tristi, per questo non mi piacevano. Ho iniziato a leggere con i Topolini, i libri se non avevano figure non mi piacevano! Il primo me lo aveva comprato mamma per sbaglio, era: Harry Potter e la pietra filosofale. Ricordo che ero in seconda elementare ma non mi piaceva tanto. Però lo avevo letto comunque; anche se non sono del mio genere, ho letto tutti i libri di Harry Potter. Tra i libri fantasy preferisco quelli di Licia Troisi, mi piacciono molto Eragon ed Eldest, tra i libri storici quelli di Manfredi. Amo il genere fantasy soprattutto perché mi permette di evadere dalla realtà quando ne ho bisogno!
 

3
 Nel tuo libro ti sei ispirata a persone che esistono realmente, tue amiche e amici o sono presone totalmente inventate?
I personaggi sono quasi tutti inventati, per la migliore amica della protagonista mi sono ispirata ad una mia amica; Maya la protagonista, sarebbe una trasfigurazione di come vorrei essere io da grande con i miei sogni e desideri. Gli altri rappresentano gli amici che avrei voluto avere da bambina: quando ero piccola avevo delle amiche del cuore ma poi con il passare del tempo le nostre strade, per un motivo o per un altro, non erano le stesse e ci siamo perse di vista. La nostra amicizia non dura per sempre come può credere un bambino, il bambino lo crede, poi crescendo gli interessi sono diversi e piano piano ognuno segue la sua strada. Da bambina non scegli tu il tuo amico, te ne fai uno perché magari è quello che conosci alla scuola materna, il vicino di casa, perché le famiglie si frequentano. Quando cresci sei più selettiva e puoi sceglierlo in base ai tuoi interessi, spero ,perciò, di aver fatto una giusta scelta!
Nel libro ho parlato di amicizia perché per me è un valore e non è da prendere sottogamba: a volte se ne parla tanto ma non sempre risultiamo essere buoni amici, dovremmo cercare di esserci quando un’amica ha bisogno di noi e non abusarne. Il titolo del libro è “Angeli senza ali” e non è un caso, fin da piccola ho sempre considerato i miei amici come degli angeli custodi che ti stanno sempre accanto, ti proteggono e sono senza ali perché sbagliano come tutti gli esseri umani, hanno il diritto di farlo e bisogna riconoscerglielo.  

  5
Parlaci un po’ di te, sappiamo che ti piace scrivere, quali altri hobby hai?
Mi piace leggere se non si era capito, tantissimo, il mio ultimo libro l’ho fatto fuori in un giorno, era “Il bacio dell’angelo caduto” sono anche molto veloce. Adesso per i fantasy si dice che gli angeli stanno sorpassando i vampiri, a me piacciono entrambi.
Altri hobby sono giocare a tennis, uscire con le amiche, il cinema, i film mi piacciono troppo soprattutto storici, mi è piaciuto molto Robin Hood, voglio anche andare a vedere Prince of  Persia. Guardo poca tv, navigo spesso in internet, sono face book-dipendente. Trovo che internet sia utile anche per vedere cosa succede intorno a noi, documentarsi. 
In quale personaggio rivedi te stessa?

Mi rispecchio in Maya, la protagonista, il mio sogno sarebbe fare la giornalista proprio come lei nel libro e ritrovarmi con gli amici e pensare ai bei tempi andati.

Cosa c’è di Maya in te? Descriviti.
Di mio c’è il fatto che l’amicizia è molto importante, dopo che si laurea e trova lavoro sente che le manca qualcosa, che ha bisogno di rincontrare i vecchi amici, anche io sono molto legata alle mie amiche. Il sogno del giornalismo è un qualcosa che appartiene anche a me: vorrei essere una giornalista che scrive le notizie in maniera oggettiva, discostandomi un po’ da quello che si sente ora, scrivere veramente come vanno le cose. Tutti scappano all’estero per trovare lavoro fuori, io vorrei rimanere qui, è la mia terra e mi sento molto legata, vorrei trovare un posto di lavoro qui.
Per quanto riguarda me stessa sono molto pibinca, direi che rende meglio in sardo che in italiano! 

6
Lo trovi un difetto?
Sia un pregio che un difetto, sono anche molto testarda, da un lato è un mio aspetto positivo nel senso che non mi arrendo finchè non ottengo ciò che voglio però altre volte anche se mi viene detto che non devo fare una cosa io persevero finchè non ci sbatto la testa. Sono anche una persona molto diffidente, prima di aprirmi ad uno sconosciuto mi occorre molto tempo, inizialmente sono molto chiusa in me stessa. Da piccola ero molto aperta e crescendo sono diventata diffidente ma dopo che conosco le persone bene sono la faccia opposta della medaglia, infatti non mi sto più zitta! Ho molta fantasia ed allegria sono una gran sognatrice.

Quando hai saputo che doveva essere pubblicato il tuo libro quanta soddisfazione ti ha dato e chi è la prima persona a cui lo hai detto?Com’ è stata presa la notizia a casa?

 Ho portato il libro in redazione nel giugno 2009 dopo aver preso un appuntamento, era appena finita la scuola ricordo, non ero andata lì per una pubblicazione, pensavo solo di ottenere un parere. L’editore ha iniziato a parlare di una possibile pubblicazione e a puntualizzare che comunque ci sarebbero state poche possibilità, quasi nulle, doveva essere un bel lavoro per essere pubblicato e dovevano vederlo degli esperti. Non avrei mai pensato, mi ha detto che data la mia giovane età mi avrebbe fatto sapere a luglio anche se avevano ancora degli scritti da controllare dal 2006. Mi era anche passato di mente… Finchè una mattina arriva una telefonata a casa, io ero in camera mia al computer guardando dei video su Youtube, risponde mia madre, la sento dire: “Non ci credo non mi dica così” sembrava un cadavere, io mi chiedevo preoccupata cosa sarebbe potuto succedere di brutto. Prendo il telefono e sento “Salve sono Zedda, chiamo dalla redazione…Noi insieme agli esperti abbiamo deciso che te lo pubblichiamo” Io, incredula, sono rimasta zitta, e lui continua: “carola ci sei?” Come? “Te lo pubblichiamo è una bella cosa! Anche tua madre era tutta preoccupata, hai avuto la sua stessa reazione”.  Io e mamma siamo rimaste incredule ancora per un po’ .. Quando poi abbiamo chiamato papà era felicissimo. All’inizio non lo abbiamo detto a nessuno perché era una cosa talmente bella ed inaspettata, di quelle che finchè non le vedi non ci credi, io pensavo “prima o poi mi dovrò svegliare”. Il giorno stesso l’ho scritto via messaggio alla mia migliore amica, non ci credeva mi ha risposto “mi stai prendendo in giro!” Poi lo abbiamo detto ai nostri parenti, tutti molto felici, a scuola lo  sapeva solo la mia amica, agli altri l’ho detto solo un mese prima della presentazione. E’ stata presente tutta la classe che ha fatto il tifo per me ed è stato un momento bellissimo, non avevo mai visto presentazioni. Ora mi interesso anche agli autori dei libri e non semplicemente alla loro opera, voglio sapere di più di loro stessi, prima mi interessava solo il libro in sé. Questa esperienza mi sta aiutando a crescere e a maturare perché devo anche imparare a relazionarmi con gli adulti, è molto bello.
Hai nel cassetto un altro libro?Ho scritto un libro fantasy, è tutta un’altra cosa, ha a che fare con la magia ed è ambientato nel medioevo, ruota tutto intorno ad una gemma con dei poteri, c’è una ragazza del nostro mondo che arriva in questa terra fantastica ed intreccia la sua vita con le vicende di altri personaggi. Ho intenzione di scrivere anche il continuo!
Valentina Ligas

8

Condividi l'Articolo su:

Facebook Myspace Live

Torna su



gif trasparente