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Le interviste » Tra fimo e Manuela Arippa
28/09/2010
Articolo di: ligas.vale@live.it

La nuova moda del momento sono gli oggetti ed i bijoux in fimo, Crastulo ha intervistato per voi, Manuela Arippa per sapere qualcosa di più a proposito di questo materiale.
Studentessa di ingegneria edile di 28 anni, prossima a conseguire la laurea specialistica, durante il tempo libero si dedica alla lavorazione del fimo.

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Secondo te perché piacciono gli oggetti in fimo?
Perché si tratta di oggetti personalizzati che non hanno tutti, originali, che non si trovano dappertutto e non sono standard. Anche cose apparentemente uguali hanno tra loro sempre qualche particolare diverso che lo contraddistingue, non saranno mai identiche. Anche il fatto di essere fatto a mano dà personalità all’oggetto, c'è la possibilità di avere l'esclusiva ed avere qualcosa che hai richiesto o immaginato solo tu.

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Come ti è venuto in mente di dedicarti a questa attività e quando?

A me è sempre piaciuto tutto ciò che riguarda questo campo, quando ero all’asilo modellavo il didol, mia madre ne comprava sempre cestelli pieni, mi piaceva mischiare i panetti e così creavo più colori. Però il didol rimaneva morbido, io sono sempre stata alla ricerca di qualcosa che potesse diventare poi duro e a fine febbraio 2010 tramite facebook ho conosciuto il fimo, mi sono informata e mi sono detta che era proprio quello che cercavo. Per il mio compleanno il mio ragazzo mi ha regalato il fornetto con un paio di panetti per iniziare e così ho dato il via. Giusto per gioco.

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Come sono fatti i panetti?

I panetti sono quadrati, i più piccoli sono da 56 grammi circa ma ce ne sono anche di più grandi.

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Hai imparato da sola a modellare il fimo o hai seguito qualche corso?

Ho imparato da sola, ogni tanto prendevo spunto da internet osservando le forme per cercare di capire come si modellava ma ho fatto tutto da sola magari prendendo spunto da qualche foto. Ho iniziato con i folletti perché mi piacevano molto, il primo che ho fatto mi è venuto bellino ed ho continuato a farne altri.

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La tua prima creazione?
 Il primo personaggio è stato un angioletto biondo poi due coccinelle, due orecchini che mia madre mi diceva che hanno la tiroidite perché hanno due occhi sporgenti! 

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L’oggetto che ti ha messo più in difficoltà?
 
E’ stato il principe azzurro, un portachiavi, me lo aveva richiesto una mia amica che doveva regalarlo per scherzo ad un’altra sua amica che non riusciva a trovare il ragazzo. Man mano che andavo avanti con la costruzione, sebbene volessi fare una cosa semplice, mi sono resa conto che era un modellino molto elaborato con tanti particolari da curare e mi ha preso un bel po’ di tempo. E’ stato difficile anche attaccare il mantello ad esempio.

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L’oggetto a cui ti senti più legata?
I folletti
sono i miei preferiti perché sono i primi che ho fatto. Anche se alla fine ti affezioni a tutti gli oggetti che crei. Ora capita che mi chiedano molto delle spille alcuni infermieri e dottori dove è rappresentata la faccia e sotto si trova il nome della persona, mia zia che lavora al policlinico ha lanciato la moda! Hanno iniziato ad incuriosirsi le dottoresse sue amiche, adesso si sta diffondendo anche tra gli uomini, gli ultimi sono stati un infermiere con un chirurgo; l’ho disegnato brizzolato con gli occhiali e la mascherina. Un’altra che fa l’infermiera si è voluta con la faccia di Candy Candy. Anche i bambini stanno iniziando con le spilline da mettere nei grembiulini.

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Quanto tempo impieghi per creare un oggetto? Come lo lavori?
Dipende dal soggetto, dalla difficoltà, dai particolari, ad esempio per fare Pollon ci ho messo circa 30 minuti per modellarla. Prendo più pezzi e poi li unisco, per l’orsetto ho fatto prima la testa, dopo gli ho incollato gli occhi e poi il nasino e le orecchie, si attaccano l’uno sull’altro a pezzetti. Questa sarebbe la fase di lavorazione a cui seguono 15 minuti di cottura, dopo si vernicia il tutto.

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Come fai a curare tutti i dettagli?

Mi viene spontaneo, sono perfezionista, anche se penso di fare un oggetto che sia semplice man mano che lo creo mi accorgo che gli manca qualcosa ed aggiungo dettagli tipo ricciolini o bottoncini.

Valentina Ligas

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