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Le interviste » Intervista ai Twin Vega
30/03/2010
Articolo di: ilconte1988@yahoo.it

1Le nostre penne e la nostra sempre immensa curiosità ci hanno portato oggi a conoscere Ipno (alias Stefano Curreli) e Xeto (al secolo Andrea Sanna), rispettivamente voce e dj (e non solo) del duo Twin Vega. Già conosciuti sia in veste di organizzatori delle più importanti serate black del Sulcis-Iglesiente e sia come solisti, da poco tempo hanno deciso di unire le loro forze. Andiamo a scoprire i retroscena, la forma artistica e i successi musicali e sociali (il più recente la battaglia per la liberazione di Talla Ndao) che questo progetto ha già riscosso.

Come nascono i Twin Vega e le loro collaborazioni?

«I Twin Vega nascono dalla profonda amicizia tra Ipno e Xeto e dalla voglia di creare una collaborazione duratura. Poi ognuno di noi ha una storia più o meno lunga all’interno del mondo della musica. Io (è Ipno a parlare) ho cominciato a 12 anni e non mi sono mai fermato, come testimoniano i miei 5 album da solista, Xeto invece ha iniziato sempre nello stesso periodo ma dopo un lungo periodo di assenza ha ripreso nel 2004. Come dice sempre lui- e segue uno sguardo complice tra Stefano e Andrea- “ha tastato, mollato per poi fare una full immersion nel rap”. Dalla nostra unione e dal nostro affiatamento nasce tutto. Dall’ amicizia e dalla stima reciproca nascono tutte le altre varie collaborazioni come quella con Tallaman e Zeta Tilt».

Cosa provate quando scrivete e quando cantate?
«Come per ogni artista scrivere e cantare ci regala forti emozioni ma bisogna anche usare questo strumento per lanciare messaggi significativi. Siamo molto introspettivi in tutto quello che produciamo, dalla canzone in cui raccontiamo una serata in discoteca con delle tipe fino a quelle dove tocchiamo dei temi sociali. Siamo molto sensibili ai problemi che ci circondano e quando li trattiamo nelle nostre canzoni ci caliamo dentro il problema stesso. Insomma è facile dire “in Africa c’ è la fame” ma questo, seppur giustissimo dirlo, ormai si sa ed è banale continuare a ripeterlo così. Solo se invece analizziamo con l’ animo umano si capiscono davvero i disagi e si riesce a far recepire il messaggio».


2Avete già anticipato qualcosa, ma potete parlarci meglio del vostro impegno sociale?
 «Tra le nostre serate ed i nostri concerti ne possiamo contare numerosi fatti per beneficenza. Abbiamo cantato diverse volte per raccogliere fondi per un importante associazione come Amnesty International, e quando si fa questo non è solo “salire su un palco e cantare” ma bisogna credere realmente in quello che si fa. Per questo in queste occasioni ci comportiamo un po’ come quando lavoriamo come PR: invitiamo gente, pubblicizziamo l’ evento ed invitiamo i nostri amici a comprare le magliette dell’ associazione».

Da poco avete promosso due iniziative importanti…
«L’ estate scorsa abbiamo partecipato alla cover di “Domani” degli artisti giovani sardi per raccogliere fondi a favore dei terremotati abruzzesi, in cui ci siamo permessi di modificare il nostro pezzo perché crediamo che nel rap è impossibile fare cover… suonerebbe troppo come parodia. Tra le nostre battaglie poi siamo fieri per aver vinto proprio in queste settimane la battaglia per la liberazione di Tallaman (alias Talla Ndao), nostro grande amico senegalese che, pur vivendo in Italia da anni, alla richiesta di un rinnovo del permesso di soggiorno era stato inviato in un centro d’ accoglienza per clandestini. A suon di rap (e non solo) abbiamo movimentato migliaia di persone, perfino deputati come l’ onorevole Mauro Pili è accorso in nostro aiuto. Ĕ stata una grande vittoria e se ci pensate il nome Twin Vega ha echeggiato diverse volte in Parlamento. Notevole quanto si può protestare in alto se si vuole?»

Davvero notevole, come del resto il vostro impegno per creare una sorta di etichetta discografica indipendente. Vi sentite un punto di riferimento? Ĕ difficile nel Sulcis Iglesiente?
« Diciamo che noi e altri rappers sardi ci autoproduciamo sotto l’ etichetta della grande famiglia “Dirty Sulcis” . Sicuramente il nostro amico e produttore Danny The Cool (alias Luciano Serventi)è più un punto di riferimento per la Sardegna, viste anche le sue collaborazioni internazionali con Gem Star e Nina Sky. Se ci chiedi se è difficile nel Sulcis ti rispondiamo che è difficile in tutta Italia. E lo dimostra anche il calo delle vendite. Ormai chi vende più? Forse i grandi cantautori come Ligabue e De Gregori. Anzi se De Gregori facesse un nuovo album noi saremo i primi a comprarlo».


3Quali sono questi problemi?
«Sicuramente un’ età avanzata ai vertici che penalizza i giovani. Prendi ad esempio un rapper noto come Fabri Fibra: è più di un decennio che fa rap ma è stato scoperto da poco. Così anche se ha 31 anni si vede costretto ad essere inserito nella categoria “giovani” quando invece è un veterano del genere. Se ci pensate in Inghilterra a 25 anni sei già vecchio, ma non artisticamente ma perché hai quell’ esperienza che ti permette di scoprire tu stesso nuovi talenti, non di aspettare ancora per anni che qualcuno ti noti. Invece in Italia si producono sempre le stesse persone. Ti possiamo assicurare dalle email che ci arrivano quotidianamente e dalle visualizzazioni su Youtube che siamo seguiti in tutta Italia ma, così come succede in molti casi, nessuna casa discografica investe su di te. Poi c’ è anche la questione geografica che ci isola dal resto dell’Italia, e qui è anche un po’ colpa di noi sardi che al contrario dei corsi abbiamo sempre avuto la tendenza ad isolarci. Noi ad esempio il 25 marzo saremo a cantare a Roma perché per noi non è un problema spostarci…del resto il mare si può attraversare senza problemi».


Dopo gli anni in cui per moda tutti i ragazzi vestivano larghi, teggavano (o dicevano di teggare) e passeggiando per Cagliari incrociavi decine di pseudo-Eminem e pseudo-50cent come vedi ora l hip-hop?
«L’ hip-hop è morto. Se pensi all’ hip-hop che è nato nel 1972 nei ghetti di Los Angeles e New York e poi vedi quello che c’ è ora non puoi fare altro che constatare la morte. L’ ha ucciso internet, l’ ha ucciso il fatto che ormai non sia più una cultura da strada. E questo lo dimostra anche il fenomeno della break dance imparata in palestra e non più su un marciapiede. Il rap va avanti, anche se ormai c è troppa gente che si scarica una base da internet, si mette la canadese di qualche taglia più grande, il capellino girato e si improvvisa. Un po’ come con la diffusione delle macchine fotografiche digitali che ha portato tutti a sentirsi un po’ fotografi. Giusto la diffusione dell’ rn’b nelle discoteche è da vedere di buon occhio, anche se ora in Sardegna siamo lontani da avere dei veri club come a Roma».


Una domanda rivolta principalmente ad Ipno, in una precedente intervista affermi che: “nei lavori antecedenti al tuo album Scandalo Italiano avevi prodotto molta musica underground mentre ora è più commerciale”. Cosa è cambiato?
«Beh, bisogna seguire il percorso che mi ha portato a maturare. Qualche anno fa ero io stesso a mantenere la mia attività di nicchia,un po’ nascosta per proteggerla. Ora potrei essere invitato in qualsiasi programma o in una qualsiasi serata perché sono cosciente di quello che sono e sono cosciente del fatto che rimarrei sempre lo stesso. Come dire, Ipno rimane sempre Ipno, non cambia l’ abito per l’ occasione. Poi per capire bene l’ evoluzione musicale invito ad ascoltare il nostro ultimo album “Neve”, -che, Stefano e Andrea ci tengono a precisare, non ha alcun riferimento con nessuna sostanza stupefacente ma li affascina pensare qualcosa che sia fredda e allo stesso tempo soffice, un po’ l’ ossimoro di ogni loro brano in cui dopo ogni parolaccia conquistano anche i più moralisti con una frase dolce- che si può sentire anche su youtube e dal nostro myspace».


Vi ringrazio, in conclusione possiamo ci dite i vostri prossimi live?
«Siamo noi che ringraziamo te per quest’ intervista. Ci troverete ad Iglesias con I Colle der formento il 27 febbraio, il 6 marzo con Babaman ed il 20 marzo con Noyz Narcos. Poi per ogni altra informazione vi invitiamo a visitare il nostro myspace
http://www.myspace.com/twinvegamusic e se ci fosse qualche dubbio non esitate a contattarci». 
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