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Le interviste » Intervista a Marcello Polastri
30/08/2010
Articolo di: Alessandro Congia

2Marcello Polastri speleologo per passione, giornalista per professione. E’ uno studiosoche alterna la passione per i libri con l’avventura in presa diretta. Di lui,il libro sui personaggi sardi, ”il Chi è della Sardegna” racconta: “da quandoera poco più che un bambino, si è calato nelle viscere della sua città natale,Cagliari, per esplorare grotte e labirinti sotterranei che lo hanno portato ascrivere numerosi libri e condurre varie trasmissioni per la televisione”. E’vero, perché le esplorazioni di Marcello Polastri, 32 anni compiuti lo scorsoagosto, si sono estese un poco ovunque in Sardegna e tra le più inaccessibili montagne,i castelli e le più belle città italiane. Coadiuvato dal Gruppo Cavità Cagliaritane, l’associazione speleo-archeologica che ha fondatonel 1993 e che oggi conta ben seicento tra soci e simpatizzanti, Marcello hasuperato tante sfide con la natura ostile delle grotte ma soprattutto con “l’abbandonoe l’incuria dell’uomo”. Forse anche per questa ragione, nei suoi libri, nelle trasmissioniche conduce e durante i convegni che lo vedono come protagonista, si batte senzamezzi termini  per valorizzare i monumenti sotterranei e le aree archeologicheviolate, come quelle sepolte  dall’asfalto oppure celate da cumuli dirifiuti ma che egli svela puntualmente all’ampio pubblico. Ci sarebbe tanto daaggiungere: i premi giornalistici collezionati (vincitore nel 2007 del Premioletterario nazionale L’Intruso dove è arrivato finalista con Giulio Andreotti),i problemi che ha avuto con “non meglio precisate istituzioni” quando hapubblicato un libro contro i “tombaroli a Tuvixeddu” e la fortunatissima inchiestagiornalistica “Nero Profondo”. In tanti loricordano quando, fin da adolescente, in compagnia del collega di TCS AntonelloLai, mostrava in tv le grotte in fase di esplorazione, le avventure sotto lestrade trafficate di Cagliari: immagini di rara bellezza che ancor oggi vengonoreplicate dalla televisione regionale e che denotano la grande competenza epassione di questo studioso. Noi di Crastulo.itlo abbiamo incontrato per conoscerlo meglio e per scoprire grazie alla sua  esperienza, l’affascinante mondo sotterraneosituato sotto i nostri piedi.  (a.c.)

3Ciao Marcello, grazie ancora per essere qui con Noi. Allora,partiamo dagli albori, soprattutto da quando è iniziata la tua passione, nonchéattività lavorativa principale… la Speleologia. 

Grazie a voi dell’ospitalità. Dato che si tratta diCrastulo, canale mediatico che amo particolarmente, vi dirò  una “crastulata”.La mia passione per la spleleologia è nata marinando la scuola! E’ questa bugiache racconto per tenere accesa l’attenzione degli alunni delle scuole, mentrespiego in classe, durante apposite lezioni didattiche, l’importanza che rivesteil sottosuolo dei centri abitati. Una importanza fondamentale se pensiamo cheregge la città e ne custodisce la storia, ospitando oggi le condutture idricheed elettriche ma in passato, ospitando le tombe, le cisterne, i sepolcri e lecave delle civiltà che ci hanno preceduto. In verità la mia passione per“l’andar per grotte” è nata quando avevo poco più di dieci anni e passavo percaso in quel paradiso che si chiama necropoli di Tuvixeddu. Rimasi folgoratodal fascino delle tombe fenicio-puniche che si aprivano, come bocche nere,nella roccia candida. Nei miei libri non posso fare a meno di parlare dellapoesia sprigionata dalle locali caverne e sepolcri di Tuvixeddu: culla dellaciviltà cagliaritana dove troviamo le dimore ultraterrene dei nostri antenati,dei nostri padri.
 

4Oltre a sotterraneinuragici, pozzi sacri, miniere sparse ovunque in Sardegna, cosa hai scopertosotto Cagliari?  

Cagliari è strapiena di cave sotterranee create dagliantichi abitanti per estrarre la pietra. Sono luoghi che si estendono percentinaia di metri, e presentano saloni vasti, ciclopici, alternati a stretticunicoli. Poi troviamo tantissime cisterne, simili a campane per la loro forma,ma profonde dieci metri e larghe altrettanto, con una pianta perfettamentecircolare: migliaia sono quelle situate nel quartiere Castello. Le cripte sonoi sotterranei più misteriosi, adorne di altari, opere d’arte, possiedono ilmistero della fede. Suggestivi i passaggi segreti che i nobili castellaniusavano per i loro in contri amorosi, stando alle leggende che raccontano di tesorisommersi, fantasmi burloni a guardia delle dimore dei nostri predecessori. Unmondo a parte, quasi una dimensione parallela e capovolta della nostra amatacittà del sole. 
 

5Scrittore di libri, giornalista imperterrito nella tutela e salvaguardia dei sitisotterranei della Sardegna. Ed anche socio fondatore delGruppo Cavità Cagliaritane:  una realtà oggiimportante che annovera appassionati e studiosi non solo di Cagliari. Come staandando? 

Il Gruppo cavità cagliaritane, fondato nel 1993 con un mio compagnodelle scuole medie, Diego Scano, è cresciuto tanto negli ultimi anni. Mirallegra pensare ad un gruppo di amici che è nato per gioco mentre sbirciavamo,con la luce di una candela, le grotte, riportando agli insegnanti della scuolale emozioni vissute mentre loro illustravano la storia di Fenici e Romani cheutilizzarono quelle stesse grotte. Poi la svolta: mentre i soci sono diventatiprofessionisti in vari campi, abbiamo apportato contributi all’attività diricerca, costituendo un team di esperti nello studio sistematico,  esplorazione, fotografia delle cavitàsotterranee, esplorandone sempre più, fornendo alle istituzioni uno strumentoutile alla conoscenza del sottosuolo delle nostre città e montagne. Immaginiche hanno fatto il giro del mondo. Ma c’è ancora tanto da fare: il Comune diCagliari e la Regione,ad esempio, se lasciamo perdere sporadiche occasioni, non sta investendorisorse per salvare il patrimonio sotterraneo sia a Cagliari che altrove. Sepotessi aprire due luoghi sotterranei al pubblico, vi assicuro che creeremoimportanti prospettive di sviluppo turistico e economico, valorizzando luoghi estoria locale. 
 

Il fotografo Andrea Gambula e immortala una ragazza-speleologo nelgrande ospedale sotterraneo di viale Merello a Cagliari. Spesso per realizzareuna sola immagine del sottosuolo cittadino sono necessari anche 10 minuti perciascuno scatto documentaristico.
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10Storie, luoghi segretispesso non valorizzati a dovere anche dalle Istituzioni, oggi il Vostro Gruppoè riconosciuto dalla Regione Sardegna giusto? 

Il Gruppo Cagità Cagliaritane, fino a pochi anni fa, era unaONLUS. Organizzazione senza fine di lucro. Forse l’unica presente in Sardegna chenon ha mai chiesto né ottenuto un solo finanziamento pubblico. Così, appenapochi anni fa la Regioneautonoma della Sardegna ci ha riconosciuto come  “associazione preposta alla salvaguardia e allatutela del patrimonio speleolo-archeologico” abbiamo fatto una scelta: nonchiedere mai soldi agli enti pubblici per i nostri progetti, sia per non farcimai influenzare da scelte politiche, sia per dire la nostra, anche con espostie denunce ad esempio contro abusi edilizia in territori sensibili e ricchi dicavità storiche, contro il menefreghismo che condanna la nostra storia sepoltae calpestata. Basti pensare alla necropoli di Bonaria oggi: se salirete inquelle tombe romane noterete che sono state distrutte, i vetri di protezionepresi a sassate nell’indifferenza generale. Il sito, da anni, è in questecondizioni. Da un lato vanno combattuti i maleducati e sensibilizzata lapopolazione, dall’altro le istituzioni non intervengono a dovere. Noi diremosempre la nostra con l’aiuto di quanti ci seguono.
  

11Parliamo un attimino delGCC, da quanti soci è composto e soprattutto parliamo delle iniziative realizzatee delle collaborazioni con Comune, Associazioni e realtà locali… 

E’ composto da 12 esploratori effettivi che non hanno timore di superareostacoli come immergersi nell’acqua di un lago sotterraneo, calarsi in un pozzoprofondo centinaia di metri, o strisciare in un condotto invaso dagliscarafaggi. Sappiamo che la maggior parte delle persone non lo farebbe e noifacciamo questo non certo per darci arie, ma per studiare un mondo sconosciuto,una potenziale risorsa di storie, reperti, idee per il turismo ecc. I 12 speleosono il braccio operativo del Gcc che ho l’onore di coordinare. Poi ci sono isoci, circa 20 e circa seicento appassionati da tutta la Sardegna che ci seguono.Aggiungerei qualche turista che si è affezionato a noi, e i circoli dei sardiche ci ospitano per le conferenze. Attenzione: non tutti, nella nostraassociazione, sono speleologi professionisti. Abbiamo anche i burocrati chestilano documenti, gli addetti per le richieste dei  permessi necessarie per accedere aisotterranei urbani, i nostri avvocati che preparano gli esposti contro chidevasta il patrimonio sotterraneo. Ancora: studiosi e archeologi che si recanonegli archivi pubblici per spulciare testi e rintracciare storie di passaggisegreti, dei personaggi che hanno studiato certi siti prima di noi. E sapete ilbello? Ci incontriamo tutti una volta l’anno, e a piccoli gruppi, di circa 50soci, quando esploriamo. Il più giovane speleologo del gruppo è un ragazzo di17 anni. Il più anziano, una caro amico che ha 80 anni e ho spronato a darealle stampe un libro unico “il manuale del Nonno”. Insomma, gente attiva che havoglia di raccontare le emozioni vissute.
 

14Marcello, oggi Cagliarinasconde parecchi siti di interesse archeologico e non solo…quali sitimeriterebbero di essere a questo punto maggiormente tutelati…?? 

Tutti, senza eccezioni. Eppure ci sono delle priorità chemettono idealmente un sito prima di un altro, nel tentativo di salvarlo da undanno incommensurabile. Queste priorità nascono dalla costante minaccia che alcunicomplessi sotterranei cagliaritani subiscono. Dal secondo dopoguerra Cagliari èstata costretta a leccarsi le ferite inferte dalle bombe aeree, ed in cittàspuntate case e palazzi un poco in sordina, ricoprendo di detriti e cemento unainfinità di caverne, pozzi, necropoli. Anche l’edilizia pubblica hacementificato ipogei vecchi di millenni: pensiamo alle case sorte da IsMirrionis a Sant’Avendrace, ai danni di sepolcri e intere città sommerse, comequella giudicale di Santa Igia in riva allo stagno di Santa Gilla, dove ancoroggi i pescatori scoprono resti di anfore e oggetti vecchi di secoli. Perfortuna, essendo una persona positiva, credo che oggi l’attenzione dellepersone, nell’era della globalizzazione e dei social network è cresciuta, cosìle leggi per la tutela di certi siti archeologici che potrebbero essererinvenuti, magari durante i lavori stradali. Tuttavia, gli stessi monumentisotterranei corrono seri rischi quando ad accordarsi sulla loro sorte ovalorizzazione sono i potentati di turno. Io sostengo che la politica delmattone potrebbe convivere con il nostro passato, valorizzandolo e custodendoloanziché distruggerlo. Come diceva De Andrè: “dev’esserci un modo di viveresenza dolore”. Ed è questo:  rispettareil nostro passato per meglio vivere il presente, consegnando ai nostri figliciò che è stato creato dai nostri padri, dalle civiltà del passato.
 
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Piazza d’Armi sta crollando? Come mai il traffico nelcentro di cagliari è stato deviato, per la presenza dei laghi sotterranei edelle grotte? 

Si, è così anche se la vera storia dei crolli non è stataancora chiarita o meglio, diffusa a dovere, C’era una grotta sul colle de IsMirriosinis, dove poi è sorta una piazza, Piazza d’Armi, e la storia dellagrotta è stata dimenticata. Nel secondo dopoguerra però, mentre la piazza èstata asfaltata, l’ingresso della grotta è stato chiuso. Poi le perdite dellarete idrica di portata si sono infilate sottoterra, creando un lago profondo 5 metri e largo venti.Perdi oggi perdi domani, l’acqua ha lesionato la roccia, che negli anni haceduto a volte in modo incredibile come nell’agosto 2008, quando si è creatauna voragine che ha risucchiato un auto. I nostri speleologi sono molto viciniagli abitanti della zona, personalmente li sento spesso al telefono ed è per laloro sicurezza che abbiamo chiesto al Comune di Cagliari di consolidare lavolta della cavità per poi aspirare via l’acqua clorata, quindi acida per laroccia. Se continuerà a scorrere farà crollare mezza piazza. Invece, portandovia l’acqua e consolidando, potremo portar sotto anche i turisti. La grotta èfantastica, d’epoca romana.   

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Studi, ricerche,osservazioni e poi, armati da testa ai piedi del necessario equipaggiamento, siscende sotto terra …cosa ancora “nasconde” Cagliari sotto l’asfalto delle viecittadine? 

Nasconde tanto, molto più di quello che un esploratore come me èin grado di immaginare. Bsati pensare che ho rilevato più di 10 mila cavità.Altre cinquemila le ho individuate e mai esplorate perché sepolte sotto case,strade, palazzi e la loro ubicazione mi è stata indicata spulciando centinaiadi testi antichi, libri ottocenteschi oppure intervistando i vecchicagliaritani. A dicembre pubblicherò un libro sulle cavità più belle einaccessibili della città, dove il turista non potrebbe mai andare e sveleròalcuni dei segreti più inaccessibili della città di sopra. Invece lascerò ad unromanzo incalzante che sto portando avanti da tempo, la soluzione di unquesito: sotto Cagliari esiste un complesso sotterraneo ricco di tesoriabbandonati, dove ci sono ancora sepolte tante persone. Questo sotterraneo è nascostonel cuore della città, sotto un posto trafficato e per questo inimmaginabile manessuno, fino ad oggi, ha mosso un dito per salvaguardarlo. Mi domando perchél’esistenza di un bene viene diffusa solo quando lo stesso rischia discomparire? Ad esempio, se a Tuvixeddu una nota impresa non avrebbe deciso dicostruire parco e palazzi accanto alla necropoli punica più grande del mondo, forsesentiremo parlare molto meno della stessa, cadrebbe l’interesse generale mentrei tombaroli continuerebbero a depredarla.
 
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Come poter fare per entrarea far parte del vostro Gruppo??...avete un sito internet vero?... e perorganizzare visite guidate ed esplorazioni in giro per la città sotterranee? 

Per noi è un piacere raccontare le emozioni vissute e svelare isiti che reputiamo un patrimonio di tutti, e non di pochi, come fanno alcuneassociazioni che hanno avuto in gestione siti sotterranei per poi non aprirlial pubblico. Noi del GCC amiamo portarvi con noi, in tutta sicurezza, nei postipiù tranquilli e magici della città e della Sardegna. Senza peraltro corrererischi. Basta visitare il nostro portale www.sardegnasotterranea.org oppurescriverci a sardegnasotterranea@tiscali.itiscali.it.Scadranno a settembre le iscrizioni ad un concorso gratuito che farà vincere atre persone la possibilità di venir con me e i nostri speleo ad esplorare unluogo inedito. Nel sito troverete anche questa imperdibile occasione, scaturitadalla voglia di far conoscere. Perché sapere vuol dire prevenire, studiare,conservare. 
  

Un cranio umano che il Gruppo cavità Cagliaritane ha immortalato neisotterranei della Chiesa del Santo Sepolcro, nel quartiere Marina a Cagliari.

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2La Scheda      

Marcello Polastri  

Presidente e sociofondatore del Gruppo Speleo-Archeologico Cavità Cagliaritane (GCC).
Classe 1978, lavoracome libero professionista in Sardegna. Autore di libri e saggi specialisticisu argomenti culturali e di cronaca. Già consulente RAI (Radio televisioneItaliana), collabora con testate giornalistiche nazionali e in passato hascritto per i quotidiani regionali sardi. Premio letterarionazionale L'Intruso, vinto nell'estate 2007, per la sezione "Storia",con il libro "Cagliari, città di sotto" che ha realizzatotrasformando in letteratura specialistica i testi di una precedentetrasmissione televisiva.Ideatore deiprogrammi tv: Dedalo, viaggio nella città sotterranea; Dedalo, Sardegnasotterranea e Viaggio nell’isola del mistero, in onda su Tele Costa Smeraldadal 2003 al 2006 e replicati su altri canali televisivi. I primi due programmitv, per decisione dell'autore, sono stati condotti in abiti speleologici (comenella foto a lato).Suoi i libri:Tuvixeddu Vive (1996), Cagliari (1997); Cagliari: la città sotterranea (2003)introdotto da Donatella Salvi, direttore archeologo della Soprintendenza diCagliari-Oristano. Nel 2005ha pubblicato “Lettere di un cattolico”. Nello stessoanno Nero Profondo-inchiesta. Nel 2006 sarà la volta di “Cagliari, città disotto” introdotto dall'archeologo Mauro Dadea. Poi “Il tempo dei Giganti”(2008), introdotto dal Senatore della Repubblica Saverio D'Amelio e dallagiornalista Anita Madaluni.Fin da piccolo,Marcello Polastri, ha subito il fascino delle caverne che spalancavano i lorooscuri ingressi sulla roccia  dellacollina di Tuvixeddu. Tra i sepolcri della locale necropoli punico-romana, chedomina l'incantevole Laguna di Santa Gilla, il passo è stato breve: "entròin una antica tomba che lo rapì, spingendolo a indagare in archivi polverosi,tra testi storico-archeologici, la fotografia documentaristica e il rilievodelle grotte, scoprendo e maturando una passione piena disoddisfazioni...". Come raccontò la giornalista Angela Natale, in unarticolo del 1994 (su L'Unione Sarda), "Marcello Polastri - 15 anni -disturbava sistematicamente, in compagnia del cuginetto Stefano, i tombaroliche depredavano le tombe della necropoli di Tuvixeddu, sottraendo ai predatoridell'arte perduta preziosi reperti, che neppure la Soprindendenzasapeva dove mettere...". Da allora, numerosi cronisti si sono occupatidell'attività di studio portata avanti da questo giornalista-speleologo.Ha curato rubricheculturali per le riviste: Quark, No limits world, Opera Ipogea della Ergaedizioni. Altre collaborazioni: Cronaca Vera, Almanacco di Cagliari,NuovOrientamenti, Sardegna magazine news, Le copie di quest'ultimo giornaleedite dal 1992 al 1999, contengono centinaia di suoi interventi che illustranole esperienze dirette nelle cavità sotterranee sia naturali, che artificiali. Dopo avercollaborato con diverse associazioni turistico-culturali quali, ad esempio,l'Associazione di volontariato turistico Amici di Sardegna, il CSI - CentroStudi Ipogei ed il Circolo speleo Sesamo 2000, ha fondato, nel1993, il Gruppo speleo-archeologico Cavità Cagliaritane (riconosciuto dallaGiunta regionale della Sardegna e preposto per l’esplorazione, la tutela e ladivulgazione del patrimonio sotterraneo), per poi realizzare il primocensimento dei sotterranei presenti nel sottosuolo del capoluogo sardo. Ha organizzatonumerose manifestazioni culturali che hanno visto la partecipazione ditantissime persone: numerosi i convegni, le conferenze, le mostre itinerantiche realizzate in modo professionale, auspicano da sempre la salvaguardia e ladivulgazione dei beni storico-archeologici della Sardegna, di cui è profondocultore.

Per contattare il presidente del GCC scrivete a: marcellopolastri@tiscali.it
 

Materiale Tratto dal sito
http://www.sardegnasotterranea.org  

Cagliari vista da Marcello Polastri
.Sopra,alla luce del sole, appare come d'incanto - per chi arriva dal mare - ungioiello luminoso, con una scala ideale di case dai tanti colori, arroccatesul turrito quartiere medievale di Castello. Poco sotto i quartieri -anch'essi medievali - di Marina, Stampace ed un tratto di Villanova. Voliamoleggeri tra i portici di via Roma, immersi negli odori delle locali trattorieche si spingono fin sotto le facciate degli eleganti palazzi. Cagliari è unacittà lambita dal mare, con le spiagge e le sue colline di candidaroccia che sovrastano un modo buio e umido, che pochi conoscono o hanno avutola fortuna di visitare: è un regno intrigante e multiforme la città sotterranea cheil nostro gruppo, tra studi ed esplorazioni, cerca di riportare alla luce.Questa città scavatanella roccia, fatta di cunicoli e gallerie infinite, si specchia con un voltooffeso su profondi laghi sotterranei, con rughe incise nella roccia, tra ipogeie cisterne. Svela posti unici, inimmaginabili per la storia e l’intrinsecofascino.Apensare che questi tesori riposano sotto i nostri piedi,celati dall'asfalto e dai marciapiedi che utilizziamo tutti igiorni. Sono migliaia gli ambienti situati sotto Cagliari, molteplici leciviltà che li hanno utilizzati un'infinità di volte!

Il centro storico, come anticipato,è composto dai quartieri di Castello, Marina, Villanova e Stampace: custodiscono importanti segni dell'urbanizzazionedella Karalis romana. L'Anfiteatro ad esempio, oppure ilcomplesso residenziale di Villa Tigellio. Ancora: il sepolcro di AttiliaPomptilla denominato Grotta della Vipera, la Fullonica divia XX Settembre, l'Area archeologica di Sant'Eulalia, sono i pochi sitiresi fruibili (peraltro in occasioni limitate) all'ampio pubblico. Poi cisono complessi termali e acquedotti, stanze immense e ricche di repertistorici che riposano sotto banche e edifici ultra-sorvegliati, quasiinaccessibili ai più!

Tanti altri monumenti (cisterne,acquedotti romani, le necropoli diTuvixeddu,i pozzi e le fontane monumentali create da Pisani, Aragonesi, Spagnoli ePiemontesi) riposano sotto alcune colline urbene, sotto strade e palazzi checostantemente monitoriamo, per aggiornare i nostri archivi. Nelle areemilitari, ad esempio, abbiamo potuto osservare edocumentare "stanziamenti preistorici" cheda millenni attendono un'opera di valorizzazione. E nel frattempo,mentre alcune istituzioni si organizzano, il nostro gruppo ama documentarequeste antiche preesistenze e comunque farle conoscere: per non dimenticareil nostro passato, per preservare la nostra memoria storica.

   
Per saperne di più...
Visiete mai chiesti: chi ha creato questi siti con ardue fatiche, scavandolinella dura pietra in tempi remotissimi? 
E soprattutto per quali motivi? 
E'vero che sotto la città di Cagliari, al pari di altri centri abitati dellaSardegna, sono custodite enormi ricchezze, ad esempio tesori?Perrispondere a questi e ad altri interrogativi, inclusi anche neglia neddoti e nelle leggende popolari, potrete contattare i nostristudiosi: sapranno darvi puntuali risposte e, magari, accompagnarvisottoterra, nei saloni segreti della nostra storia, raccontandovi la storiadel sopra e quella del sottosuolo che - non sembrerebbe- vivono in simbiosi. Nascerà uno scambio reciproco dinozioni, informazioni, di sana ed educativa crescita culturale. 

In questo sito trovereteinoltre immagini e pubblicazioni utili per approfondire la storia delle cittàsotterranee poco note al grande pubblico. E potrete ricevere informazioni suconvegni, mostre, conferenze che ruotano attorno alle nostre avventure.
  la Necropolifenicio-punica di Tuvixeddu; città dei morti utilizzatata tra il VI ed il 
II secolo d.C, con migliaia di tombe a pozzo scavate nella dura roccia, è unodei più grandi complessi funerari del Mediterraneo, dove il Gruppo GCCha concentrato le prime attenzioni sulla speleo-archeologia in Sardegna,affaciandosi sul regno sepolto nell'underground urbano. A destra invece unaistantanea che ritrae piazza Carmine, dove sorgeva il foro romano e oggi, adistanza di oltre duemila anni, è centro nevralgico della vita di Cagliari.Sotto la piazza riposano cunicoli e strutture murarie perchè, nelle immediatevicinanze, sotto le Poste di via Malta, era presente un tempio-teatrodedicato a Venere e Adone, adiacente un lungo tratto di acquedotto romano.Sono i corsi ed i ricorsi della storia, che cancellano e riscoprono,occultano e ritrovano, nei secoli dei secoli.
 

Informazioni

Per contattare il presidente del GCC scrivete a: marcellopolastri@tiscali.it 

sito
http://www.sardegnasotterranea.org  

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